Il plafond è il limite entro cui un esportatore abituale può acquistare o importare beni e servizi senza applicazione dell’IVA, alle condizioni previste dalla disciplina fiscale. La dichiarazione d’intento comunica la volontà di utilizzare questa possibilità: non crea nuovo plafond e non elimina gli eventuali dazi.
Prima dell’importazione, l’impresa verifica con il proprio consulente fiscale la qualifica di esportatore abituale, il plafond maturato e quello ancora disponibile. La dichiarazione d’intento viene trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate; alla pratica doganale vanno collegati i relativi riferimenti e la ricevuta.
Inviate all’ufficio dati dell’importatore, fattura, descrizione della merce, valore e riferimenti della dichiarazione d’intento. Segnalate rettifiche, revoche o altri utilizzi del plafond che possono incidere sull’importazione. Il controllo deve precedere la presentazione della dichiarazione doganale: la sola disponibilità di un modulo non dimostra che l’importo sia utilizzabile.
Fonte: Agenzia delle Entrate — dichiarazioni d’intento, normativa e prassi 